Bere acqua è relativamente semplice e automatico quando il clima ci è di aiuto. Ma dovrebbe essere una buona abitudine anche nei mesi freddi.

Il nostro corpo è ricco di acqua, ma dobbiamo rinnovarla costantemente per non rischiare di trovarci saturi di tossine.
La quantità di acqua consigliata da medici e dietologi varia da uno a tre litri al giorno, a seconda dell'attività fisica che si svolge, delle condizioni ambientali e delle caratteristiche fisiologiche individuali. C'è da dire che un litro d'acqua è appena sufficiente all'organismo per assicurare un funzionamento decente del sistema corporeo.
Apportando una giusta quantità di liquidi all’organismo, possiamo garantire scambi cellulari efficienti ed efficaci e una veloce eliminazione delle scorie.
Un aspetto molto importante però è che il cervello non riceverà segnali falsati provenienti dallo stomaco, confondendo una richiesta di liquidi con quella di nutrimento, inteso come apporto calorico, proteico, vitaminico e di aminoacidi. Molto spesso gli spuntini fuori pasto o le porzioni troppo abbondanti sono tali perché confondiamo la sete con la fame.
Molte persone non avvertono l’esigenza di bere, fino a trascurarne l’assunzione durante la giornata. Alcuni bevono pochissimo al lavoro, ad esempio, perché la routine e la fretta fanno sì che la mente sia costantemente concentrata all’esterno, mettendo in secondo piano i segnali derivanti dall’interno. Al limite si concedono qualche caffé, che però non disseta, non consente l’eliminazione di scorie e tossine e, anzi, ne aggiunge altre. Questo può portare a emicranie, difficoltà di concentrazione e nervosismo.
Altri pasteggiano senza bere, costringendo lo stomaco a un lavoro extra per produrre le secrezioni necessarie alla digestione. Un consiglio che si sente spesso è di non bere ai pasti. Ma questo può avere un senso per chi beve costantemente durante il giorno, e soprattutto beve prima e dopo aver mangiato.
Prima, perché in questo modo il cibo può essere lavorato adeguatamente dai succhi gastrici e dai movimenti peristaltici. Inoltre, sorseggiare lentamente un bicchiere di acqua all’inizio del pasto fa sì che il segnale del livello di sazietà inviato al cervello possa partire prima di quella manciata di minuti che può fare la differenza in termini di calorie assunte.
Dopo, perché così facendo si facilità l’opera degli organi interni preposti al trasporto dei nutrienti alle cellule e si facilità il compito di quelli che devono smaltire le tossine all’esterno.
Assumere acqua non è poi così difficile come sembra, e bastano pochi accorgimenti per acquisire nel giro di un paio di settimane l’abitudine a bere.
E’ una buona abitudine portare con sé una bottiglietta, da riempire almeno altre due volte, per un totale di un litro e mezzo. Si può tenerla bene in vista e imporsi, almeno i primi giorni, di bere un paio di sorsi ogni qual volta la si noti.
Il primo bicchiere di acqua si dovrebbe bere al mattino, appena alzati, come rituale di apertura della giornata e regalo al proprio corpo, tenuto a secco per tutta la notte.
Iniziare il pasto sorseggiando un bicchiere di acqua predispone ad assaporare meglio i cibi, oltre che a digerirli meglio. Terminarlo con un altro bicchiere pulisce la bocca e aggiunge volume al cibo ingerito.
L’ultimo bicchiere sarà quello della notte, prima di coricarsi.
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Barbara Bettetini
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Scritto da barbara
il 03.12.2009 | Permalink | Commenti (0)